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Novità

feuerstein2011
Il Metodo Feuerstein nelle applicazioni di neurologia clinica in età evolutiva
Stato dell’arte, approfondimenti critici, prospettive
Simposio
Milano, 25 novembre 2011
Centro Congressi Stelline

 

 

Su un arco quasi ventennale, la Fondazione Mariani ha compiuto un percorso tanto ampio quanto diversificato nell’introduzione della metodologia ideata dal prof. Reuven Feuerstein in Israele per la riabilitazione cognitiva. “Potenziale di Apprendimento”, “Arricchimento Strumentale”, “Esperienza di Apprendimento Mediata” sono i ben noti cardini del metodo, che conta su un apparato teorico-pratico ormai fortemente consolidato, diffuso anzitutto in ambito di didattica scolare – anche speciale - e integrazione sociale.
Il ruolo della Fondazione, coerentemente con la sua missione istituzionale, si è concentrato sulle applicazioni che riguardano la riabilitazione in ambito neuro-cognitivo lungo l’età dello sviluppo, con impegno costante verso l’adattamento degli “strumenti” originari a pazienti con patologie gravi. Questo ha comportato da un lato un costante sforzo di approfondimento sulle premesse teoriche, dall’altro l’acquisizione di un’esperienza unica nel suo genere, che ha conquistato il ruolo di riferimento per la Fondazione Mariani quale Centro di Formazione Autorizzato specificamente riconosciuto in Neurologia infantile (oltre 30 i corsi organizzati, seguiti da quasi mille partecipanti su tutto il territorio nazionale). Da tempo è in atto la riflessione generale sui principi, i criteri applicativi, le tecniche e il setting terapeutico della metodologia. Questi capisaldi, e il panorama italiano nella sua complessità, saranno al centro della prima sessione del Simposio. D’altra parte l’incremento di competenze qualificate, oltre a una cospicua raccolta di dati, hanno incoraggiato diversi gruppi di utilizzatori del Metodo a disegnare le particolarità di intervento su determinate patologie e sindromi di origine genetica, con disabilità neurologiche di diverso grado, che verranno profilate nella seconda parte dell’incontro. Si impone quindi una messa a punto sulla formazione a questa metodologia e sulle istanze assistenziali complementari, nonché l’individuazione di eventuali ricerche parallele per completare l’indagine sul programma Instrumental Enrichment–Basic, progetto multicentrico mirato alla validazione dei risultati sui casi più gravi.
Il Simposio si propone dunque quale necessario e dinamico momento di confronto: traccia del cammino compiuto, scambio di esperienze, elaborazione critica delle applicazioni. I risultati della discussione, dopo aver aggiornato lo “stato dell’arte”, serviranno a delineare le direzioni future, mettendo in valore sia il rigore di impostazione, sia la flessibilità di utilizzo del Metodo nelle sue eclettiche evoluzioni.
Per gli operatori formati al Metodo e che lo applicano in area clinica la partecipazione al Simposio sarà una occasione di riflessione e scambio sul campo, per quanti ancora non conoscono il Metodo una opportunità per accostarsi a questa originale tecnica di riabilitazione cognitiva.