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Guardo, imito, quindi sono

È il titolo del progetto avviato nel 2014 da ASST Spedali Civili di Brescia, in collaborazione con Fondazione Collegio Universitario Santa Caterina da Siena di Pavia e Fondazione TIM, con l’obiettivo di proporre percorsi abilitativi intensivi in teleriabilitazione dedicati a pazienti in prima e seconda infanzia con diagnosi di Paralisi Cerebrale Infantile o a rischio di altre disabilità del neurosviluppo. Accanto alle terapie tradizionali, questi trattamenti hanno previsto il ricorso a strumenti di videocomunicazione grazie ai quali è stato possibile collegare il domicilio delle famiglie e l'Unità Operativa, promuovendo così una maggior intensità dei percorsi abilitativi in termini di frequenza, riducendo gli accessi all'ospedale, i disagi per i bambini e le mamme, e permettendo di ottimizzare anche il tempo dei terapisti. In accordo all’età e alle disabilità emergenti dei piccoli pazienti sono stati proposti protocolli abilitativi maggiormente funzionali al potenziamento di diverse aree di sviluppo quali l’area percettivo-visiva, l’area motoria, quella cognitiva e comunicativa. Nella realizzazione dell’innovativo progetto sono stati coinvolti: neuropsichiatri infantili, psicologi, terapisti della neuropsicomotricità, esperti nell'attivazione di progetti abilitativi precoci.

Lo scorso settembre sono stati presentati i risultati preliminari di Guardo, imito, quindi sono, alquanto incoraggianti, che mostrano un significativo miglioramento delle performance al termine dei percorsi, con mantenimento delle competenze apprese anche a tre mesi di distanza dalla conclusione del progetto. La prof.ssa Elisa Fazzi, responsabile scientifico del progetto, nonché professore ordinario di NPI dell'Università degli Studi di Brescia e direttrice della UO di NPI dell’ASST degli Spedali Civili di Brescia commenta: «In tempi in cui la medicina evidence-based sottolinea come gli interventi precoci debbano essere tempestivi, mirati, intensivi e debbano coinvolgere la famiglia, progetti come questi ci permettono di sperimentare anche nell’ambito del servizio sanitario nazionale modelli di intervento sostenibili ma allo stesso tempo innovativi, che attraverso modalità ecologiche consentono di effettuare percorsi riabilitativi efficaci per attivare la plasticità cerebrale, particolarmente significativa nei primi anni di vita. Grazie alla Fondazione TIM che ci ha permesso di portare avanti questo percorso davvero ricco di prospettive per i servizi di Neuropsichiatria Infantile».

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