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Colombia

Una ricerca sulla prevalenza delle malattie neuropediatriche in Colombia
Area geografica: Bogotà (Colombia)
Partner locale: Università del Rosario - Gruppo di Ricerca in Neuroscienze, Bogotà
Responsabili scientifici: Alberto Vélez von Meerbeke, Claudia Talero Gutiérrez, Rodrigo Esteban González Reyes, María Nelcy Rodríguez (Università del Rosario)
Coordinatore rapporti tecnici: Francesca Bellecci (Fondazione Mariani)
Durata: 2007
Finanziamento erogato: € 20.000

Descrizione
La Colombia possiede un gran numero di risorse naturali e umane che spesso non sono tenute in considerazione a causa dei problemi sociali, della violenza, della povertà e della mancanza di opportunità che affliggono il Paese. In particolare Bogotá è una città di grandi contrasti, con zone che possono competere con quelle di altre metropoli del mondo e quartieri che si collocano al di sotto del livello di povertà. Dei circa 7 milioni di abitanti, il 7,8% non riesce a soddisfare le necessità primarie, e la percentuale arriva al 17% in periferia, principalmente a causa del desplazamiento, fenomeno di continuo spostamento delle comunità dovuto a guerriglia e violenza. Gli indici di povertà mostrano che 5 località situate nel centro e a sud della città sono in una situazione critica (Bosa, Usme, Ciudad Bolívar, La Candelaria e San Cristóbal).
Le malattie neurologiche in età pediatrica rappresentano un tema di rilievo nell’ambito della salute pubblica per la loro frequenza, morbilità e importanza clinica. Lo stesso dicasi per quanto riguarda le tematiche inerenti all’educazione, dato che lo sviluppo e l’apprendimento sono spesso compromessi. Per questa ragione un gruppo di ricercatori dell’Università del Rosario, a Bogotá, si è proposto di realizzare uno studio che valutasse parte di tali problematiche, e permettesse di definire le caratteristiche della popolazione in età prescolare e scolare per quanto atteneva ai disturbi dello sviluppo neurologico, dell’apprendimento e dell’attenzione, nonché all’epilessia e ad altre malattie neurologiche. La popolazione presa in esame è stata proprio quella di bassa estrazione sociale, perché più vulnerabile e quindi soggetta a rischi maggiori. Lo studio non si è limitato a un complesso compendio di statistiche, ma ha consentito una visione globale dei problemi sociali ed economici dei bambini coinvolti nel progetto. Ciò è stato possibile grazie al lavoro interdisciplinare svolto da professionisti della medicina, della fono-audiologia, della terapia occupazionale, e al contributo di educatori e genitori.

Breve sintesi delle attività e dei risultati

- I risultati dello studio condotto nelle scuole dei quartieri a rischio di Bogotá indicano una stretta correlazione tra condizioni di disagio socio-economico e malattie neuropediatriche.
- Su 12.322 bambini iscritti alle scuole delle località in cui si è svolta l’indagine (Bosa, Usme, Ciudad Bolivar, La Candelaria e San Cristóbal) si sono avuti i risultati di 8.454 indagini, da cui è emerso che 4.101 bambini devono essere classificati come soggetti a rischio di problemi di vario tipo.
- Le famiglie di provenienza erano, in generale, con basso reddito; l’età media dei soggetti studiati era di 7,8 anni, inseriti in tutti i corsi, dal prescolare alla scuola primaria.
- Per i disturbi di apprendimento si è rilevata una percentuale di prevalenza compresa tra 94 e 115%; per le alterazioni vasomotorie del 191%; per i disturbi di attenzione del 54,4%; per le alterazioni nella scrittura dell’ 88%; per i problemi di articolazione del linguaggio del 12%. Per i problemi motori fini nei bambini più grandi, la percentuale di prevalenza è compresa tra 91 e 180%; per i problemi dello sviluppo neurologico tra 9,8 e 18,6%.
- La partecipazione dei genitori al progetto è stata fondamentale: la preoccupazione per la salute dei bambini veniva infatti manifestata principalmente da loro. Anche l’esperienza degli insegnanti nell’approccio ai gruppi è stata molto importante.
- In conclusione è emerso che, nella popolazione scolastica studiata, i problemi dello sviluppo neurologico e dell’apprendimento hanno una significativa prevalenza, specialmente nei ceti più bassi. Anche se l’epilessia e altre malattie neurologiche non hanno una preponderanza assimilabile a quella di altre popolazioni, la malattia ha un peso significativo in quanto comporta infermità croniche per le quali non esiste una “cura”, e che possono da sole influenzare lo sviluppo psicologico e intellettivo e la capacità di socializzazione dei bambini. Sussiste pertanto la necessità di implementare politiche di prevenzione. Poiché i fattori socio-economici che determinano la povertà rendono difficili gli interventi, sarebbe importante promuovere modelli comunitari per lo sviluppo infantile semplici ed economici, come sono stati realizzati in Paesi simili alla Colombia.

Relazione finale

UA-68368477-1