fbpx

logo fm 1

Presentazione

XXXI Corso di aggiornamento
Asfissia perinatale ed encefalopatia ipossico-ischemica
Aula Magna dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena - Policlinico di Modena
20-22 marzo 2019

Nonostante i grandi progressi della medicina perinatale negli ultimi decenni
l’asfissia intrapartum rimane una delle più importanti cause di morte e di sequele neurologiche: è infatti la causa del 6-23 % delle paralisi cerebrali nell’infanzia. La encefalopatia ipossico ischemica moderata o severa è gravata da una mortalità del 10-60% e il 25% dei sopravvissuti sviluppa sequele neurologiche.
Gli studi sperimentali confermano che il danno cerebrale secondario all’asfissia perinatale non è un evento singolo, ma è un processo evolutivo che inizia durante l’insulto ipossico-ischemico e si prolunga durante la rianimazione neonatale e nelle ore/giorni/ successivi (“fase di riperfusione”). Molti neuroni non muoiono durante la prima fase dell’insulto ma paradossalmente nella seconda fase della riossigenazione che dura 6-100 ore dopo l’insulto ipossico-ischemico. La conoscenza della durata e successione di queste fasi ha aperto nuove prospettive diagnostiche e terapeutiche. È possibile oggi non solo monitorare meglio il decorso del parto (e quindi intervenire presto e bene sul versante ostetrico) ma anche valutare immediatamente dopo la nascita la gravità della sofferenza ipossico ischemica con le tecniche di monitoraggio cliniche e neurofisiologiche (EEG) e decidere di intervenire nei casi di sofferenza moderata o grave con l’ipotermia terapeutica. L’ipotermia ha migliorato in modo sostanziale la prognosi neuro evolutiva anche se i dati di sopravvivenza e delle sequele neuropsicologiche sono diversi a seconda dei network a cui si fa riferimento. Un network italiano è appena decollato con risultati molto incoraggianti; è fondamentale poter disporre di dati italiani. Si stanno sperimentando una serie di farmaci neuroprotettivi che potrebbero avere un effetto sequenziale e sinergico e dunque ridurre ulteriormente il danno asfittico. Le tecniche di neuroimaging stanno facendo progressi non immaginabili fino a pochi anni fa: nelle mani di neuroradiologi e perinatologi dedicati incrementano la capacità diagnostica e prognostica sul singolo neonato asfittico e consentono di valutare con sempre maggiore precisione i segni acuti, subacuti e cronici della sofferenza ipossico ischemica. L’andamento della encefalopatia può essere monitorato durante le prime 4-5 giornate di vita, le convulsioni da asfissia possono essere monitorate, curate in modo individualizzato e quindi ridotte di numero e di gravità. Tra le misure terapeutiche si sta affacciando a livello sperimentale e clinico l’uso delle cellule staminali. L’impiego dei general movements anticipa ai 3-5 mesi la determinazione della prognosi, aprendo la possibilità di interventi riabilitativi nuovi basati sui principi delle neuroscienze. Si aprono speranze di interventi abilitativi cosi precoci da poter essere iniziati addirittura all’interno delle terapie intensive neonatali. Il corso è impegnato alla esposizione e disamina critica di queste tante novità e si propone di avvicinare i professionisti dei reparti ostetrico-neonatali con quelli operanti sul territorio.

Copyright © 2018 Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani
Certificazione ISO - Politica per la qualità - Termini e condizioni d'uso del sito - Informativa e cookie policy
Viale Bianca Maria, 28 - 20129 Milano
Telefono +39 02 795458 - Fax +39 02 76009582
Email: info@fondazione-mariani.org
Registro persone giuridiche Prefettura di Milano n. 72
codice fiscale 97035810155

UA-68368477-1