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Presentazione

Localizzazione delle lesioni cerebrali e funzioni evolutive
IV Corso di formazione permanente Neuroscienze cognitive dello sviluppo
Orvieto, 18-20 novembre 2008
Centro Congressi Palazzo del Popolo

in collaborazione con

log besta colori Fondazione Istituto Neurologico C. Besta IRCCS

Questo corso di aggiornamento rappresenta idealmente il proseguimento di quello organizzato ad Assisi nel 1996 in collaborazione con Arthur Benton.
Poiché l’amico e scienziato Arthur Benton è recentemente scomparso questa seconda parte è dedicata a lui con enorme stima e intensa emozione.
Lo sviluppo delle neuroscienze cognitive nell’età evolutiva ha ampiamente confermato che le aree cerebrali nel bambino sono specializzate a processare funzioni specifiche anche in età molto precoci.
Questa evidenza ha permesso anche di dimostrare che queste aree prima di raggiungere l’architettura interna e la localizzazione finale, possono essere ridondanti ed essere rappresentate in un emisfero o in aree diverse rispetto a quelle finali.
Accanto a questo è oramai chiaro che le funzioni psichiche superiori sono processate nelle loro componenti e nella loro complessità finale, da aree specifiche interconnesse fra di loro in network complessi e distribuiti in tutto il cervello, con il risultato che la lesione di un’area compromette il funzionamento e la coerenza dell’intero sistema.
In questo corso si trattano alcune aree il cui funzionamento è già specializzato anche in età evolutiva come emerso dai risultati raggiunti negli ultimi anni.
Dopo la lettura introduttiva relativa alle funzioni e al loro processamento in aree specifiche e in reti distribuite, le sessioni prevedono una relazione introduttiva relativa all’organizzazione e alle funzioni di una determinata area nella normalità, seguita da relazioni dedicate al malfunzionamento dell’area in questione in presenza di patologia.
La prima sessione è dedicata ai Nuclei della Base, che ormai sono ritenuti coinvolti non solo nel controllo motorio, ma anche nel processamento delle emozioni e di abilità cognitive.
Un contributo verrà dedicato alle afasie originate da lesioni dei Nuclei della Base e un’altro a disturbi neuropsichiatrici come la Sindrome di Gilles, il DOC e l’ADHD.
La sessione dedicata al cervelletto prende l’avvio con la lezione sulla struttura e funzioni ed è seguita da relazioni inerenti la patologia. E’ un dato acquisito abbastanza recentemente che il ruolo del cervelletto non è confinato al solo processamento e apprendimento di atti e sequenze motorie anche complesse, ma che è anche quello di partecipare alle funzioni psichiche superiori e ai comportamenti sociali complessi, attraverso le sue connessioni segregate con aree sopra-tentoriali specifiche. Verranno quindi discussi il ruolo cerebellare nel funzionamento neurospicologico emozionale, e nel linguaggio, nella patologia tumorale e malformativa, nell’autismo, nella dislessia e nei disordini della coordinazione motoria.
La sessione finale è dedicata all’area dei neuroni a specchio (NaS). I NaS costituiscono una specifica classe di neuroni che scaricano sia quando un individuo esegue un’azione motoria, sia quando osserva un atto motorio simile, ma eseguito da un altro individuo.
Questi neuroni giocano un ruolo fondamentale nel comprendere l’obiettivo delle azioni fatte da altri e nell’imitazione, ma anche in un contesto evolutivamente più complesso, nell’intendere le intenzioni degli altri e nel generare relazioni empatiche. Verrà quindi affrontato il coinvolgimento di questo sistema nello sviluppo normale della comunicazione gestuale e non. Nell’ambito della patologia verrà descritto come il malfunzionamento dei NaS possa essere responsabile della generazione della patologia artistica, nella quale uno dei sintomi principali è proprio rappresentato dall’incapacità di capire le intenzioni proprie e degli altri e quindi dell’impossibilità di instaurare legami empatici.
La sessione si chiude con la presentazione del caso di una bambina con sindrome perisilviana bilaterale (malformazione che coinvolge l’area dei NaS) e riabilitata con metodo mimico gestuale, con un importante miglioramento del linguaggio verbale. Infine viene descritto come il ruolo dei NaS possa essere sfruttato per innovative metodologie riabilitative nell’ambito dei disordini neuromotori dell’età evolutiva.

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