Neuroprem: comprendere lo sviluppo neurologico del neonato pretermine  - Fondazione Mariani
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Neuroprem: comprendere lo sviluppo neurologico del neonato pretermine 


I neonati pretermine, in particolare quelli con peso molto basso alla nascita (Very Low Birth Weight, VLBW), rappresentano una popolazione ad alto rischio di esiti neurologici avversi. Grazie ai progressi dell’assistenza intensiva neonatale, la sopravvivenza di questi bambini è aumentata in modo significativo. Tuttavia, disturbi motori, cognitivi, comportamentali e dell’apprendimento rimangono frequenti, anche in assenza di gravi lesioni cerebrali evidenti. 

Neuroprem nasce come rete multicentrica di diverse Neonatologie Italiane, sostenuta dalla Fondazione Mariani sin dal 2015, con l’obiettivo di seguire nel tempo una coorte di neonati pretermine a rischio neurologico. Ha permesso di descrivere la mortalità e la morbilità neurologica in modo standardizzato, identificare fattori di rischio e di protezione, valutare l’impatto dell’organizzazione delle cure sullo sviluppo neurologico 

Il progetto si basa su alcuni pilastri fondamentali: 

  • arruolamento prospettico di neonati VLBW in più centri di terapia intensiva neonatale
  • raccolta standardizzata dei dati perinatali e neonatali, inclusi eventi clinici, complicanze e interventi terapeutici
  • follow-up neuroevolutivo strutturato, con valutazioni a tappe definite e strumenti condivisi
  • approccio multidisciplinare, che integra competenze mediche e psicologiche. 

Un elemento distintivo di Neuroprem è l’attenzione non solo agli esiti neurologici “classici” (come paralisi cerebrale infantile o deficit sensoriali), ma anche agli aspetti cognitivi, linguistici e comportamentali, spesso più sottili ma altamente impattanti sulla qualità di vita. 

L’articolo “Mortality and Neurodevelopmental Outcome in an Italian Cohort of Very Low Birth Weight Infants” (Lugli et al 2025), pubblicato su Acta Paediatrica, rappresenta una sintesi del lavoro svolto all’interno della rete Neuroprem.  

Il lavoro ha analizzato una coorte italiana di neonati con peso alla nascita molto basso (VLBW, <1500 grammi). Questi bambini, spesso nati molto pretermine, presentano un rischio aumentato di mortalità e di disabilità neurosensoriali o cognitive. Lo studio ha valutato non solo la sopravvivenza, ma anche gli esiti neuroevolutivi a distanza, offrendo una fotografia realistica dei risultati ottenuti nella pratica clinica quotidiana. 

In questo studio multicentrico italiano su 1.381 neonati con peso molto basso alla nascita (2016–2020), la mortalità è stata del 9,8% ed è risultata associata principalmente a minore età gestazionale e complicanze neonatali, mentre l’uso di steroidi prenatali, solfato di magnesio e una migliore stabilizzazione iniziale si sono dimostrati fattori protettivi.

Tra i bambini seguiti fino a 24 mesi, meno del 10% ha presentato una disabilità funzionale grave, con rischio maggiore nei maschi e nei neonati sottoposti a rianimazione avanzata o con lesioni cerebrali come leucomalacia periventricolare ed emorragia intraventricolare, confermando l’importanza della prevenzione e della gestione precoce delle complicanze neurologiche.

Nel complesso, i dati sono risultati sovrapponibili o in alcuni casi migliori rispetto alle principali coorti internazionali. La forza del lavoro non risiede solo nei numeri, ma nella coerenza metodologica e nella condivisione di criteri diagnostici e valutativi

I risultati dello studio contribuiscono a dare elementi concreti per pianificare servizi di follow-up, allocare risorse per la presa in carico precoce, migliorare l’organizzazione delle cure perinatali. 



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