Neuronat: l’encefalopatia ipossico-ischemica e la sfida degli esiti a lungo termine  - Fondazione Mariani
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Neuronat: l’encefalopatia ipossico-ischemica e la sfida degli esiti a lungo termine 


L’encefalopatia ipossico-ischemica (EII) del neonato a termine rappresenta una delle principali cause di mortalità e disabilità neurologica. L’introduzione dell’ipotermia terapeutica ha segnato una svolta, riducendo il rischio di morte e disabilità severe.

Negli ultimi anni l’ipotermia terapeutica è divenuta lo standard di cura per il neonato con EII. Tuttavia, anche in questo caso, l’efficacia dimostrata nei trial controllati non garantisce automaticamente gli stessi risultati nella pratica clinica quotidiana. Da qui nasce l’esigenza di valutare l’ipotermia nel mondo reale, in contesti diversi per risorse, organizzazione ed esperienza.

Il progetto Neuronat, promosso e sostenuto dalla Fondazione Mariani, nasce con l’obiettivo di creare una rete nazionale dedicata ai neonati con EII, focalizzata su: modalità di applicazione dell’ipotermia terapeutica, esiti neurologici a medio e lungo termine, identificazione di fattori prognostici precoci. Come Neuroprem, anche Neuronat si fonda su un approccio collaborativo e multidisciplinare, con una forte attenzione al follow-up neuroevolutivo.

Lo studio “Real-World Therapeutic Hypothermia for Neonatal HIE: Neurodevelopmental Outcomes and Predictors” (Bedetti et al. 2025), pubblicato su Acta Paediatrica, rappresenta uno dei contributi più significativi derivati dal progetto Neuronat.

A differenza dei trial randomizzati, questo lavoro analizza l’ipotermia terapeutica così come viene realmente applicata nei centri italiani, includendo una popolazione eterogenea e condizioni cliniche complesse. È stato condotto in otto NICU italiane su 283 neonati trattati con ipotermia terapeutica per encefalopatia ipossico-ischemica (2016–2021)

In questo studio prospettico la mortalità è stata del 3,8% e l’11,6% dei sopravvissuti ha sviluppato una disabilità funzionale grave, con nessun caso tra i neonati con EII lieve. Le crisi convulsive e le gravi anomalie alla risonanza magnetica si sono rivelate i principali predittori di esiti sfavorevoli, mentre i tassi di mortalità e disabilità sono risultati inferiori rispetto a quelli riportati nei trial clinici internazionali.



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