n. 3 - Giugno / Luglio 2023 - Fondazione Mariani
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n. 3 – Giugno / Luglio 2023


NUMERO SPECIALE
Abstract Book

Questo numero speciale di “Neuromus.it News” raccoglie gli abstract degli interventi presentati in occasione del secondo incontro della Rete Italiana Neuromus.it svoltosi lo scorso 16 giugno 2023 presso l’Ospedale Policlinico di Milano. Gli interventi hanno affrontato diverse tematiche d’interesse con prospettive di ricerca fondamentale e interventi clinico-sociali. 

I temi trattati, suddivisi in tre sessioni principali, hanno approfondito la relazione tra musica e sviluppo linguistico, l’utilizzo della musica in interventi educativo-formativi e il contributo delle neuroscienze per il supporto della formazione personale-professionale del musicista.


SESSIONE 1: Come la musica contribuisce allo sviluppo linguistico

1.1 Musica e linguaggio: correlati elettrofisiologici
Chiara Cantiani 
Istituto Scientifico IRCCS Eugenio Medea, Bosisio Parini (LC)
Presso l’IRCCS Eugenio Medea è in corso uno studio longitudinale che ha l’obiettivo di identificare marcatori neurofisiologici precoci di rischio per l’insorgenza di disturbi del linguaggio e dell’apprendimento. Ad oggi lo studio ha coinvolto circa 300 infanti di 6 mesi con e senza familiarità per i suddetti disturbi che vengono seguiti longitudinalmente fino agli 8 anni di età. Sono stati presentati due lavori afferenti a questo studio longitudinale. Nel primo, è stato indagato in un campione di infants di 8 mesi il meccanismo di neural entrainment in risposta a stimoli complessi, sia musicali che linguistici. I risultati hanno mostrato la capacità degli infanti di sincronizzarsi a livello neurale con entrambe le tipologie di stimoli, e associazioni con variabili concorrenti di tipo cognitivo e socio-emozionale. Lo stesso paradigma verrà utilizzato per valutare l’efficacia di un training ritmico proposto nel primo anno di vita. Nel secondo studio, è stata indagata la trasmissione intergenerazionale e le influenze ambientali sullo sviluppo linguistico in un campione di 176 famiglie. Nello specifico, sono state identificate specifiche associazioni tra le competenze genitoriali (abilità di lettura e musicali), l’ambiente (linguistico e musicale) a cui i bambini sono esposti nei primi anni di vita e le competenze dei bambini (risposte elettrofisiologiche in un paradigma di elaborazione acustica a 6 mesi di età e competenze metafonologiche 5 anni dopo).
Contatti: chiara.cantiani@lanostrafamiglia.it

1.2 Ritmo e linguaggio: una meta-analisi della letteratura
Desiré Carioti 
Dipartimento di Psicologia, Università Milano-Bicocca, Milano
Il crescente interesse per il rapporto tra ritmo e linguaggio trova riscontro in studi che suggeriscono come alterate abilità ritmiche rappresentino un fattore di rischio per lo sviluppo del linguaggio. La presente metanalisi vuole indagare quali aspetti del linguaggio sembrano correlare maggiormente con le abilità ritmiche, per meglio comprendere quali vantaggi possono derivare dall’utilizzo di compiti ritmici su popolazioni con disturbi specifici. Sulla base delle regole PRISMA sono stati inclusi gli studi in cui erano presenti correlazioni bivariate, informazioni sulla numerosità campionaria, età dei soggetti e tipologia dei compiti ritmici e linguistici proposti. Una prima ricerca su PubMed ha individuato 2088 articoli, ridotti a 264 dopo la valutazione di titolo e abstract. 13 rimanenti rispettavano i criteri indicati e sono stati inclusi nelle analisi. Sulla base delle misure linguistiche riportate, abbiamo effettuato metanalisi diversificate per testare la correlazione tra ritmo e Rapid Automatized Naming (RAN), fonologia e aspetti morfosintattici e grammaticali. I nostri dati confermano che la relazione tra ritmo e linguaggio si estende a svariati aspetti linguistici, tra cui principalmente gli aspetti fonologici e le abilità morfo-sintattiche. Nessun effetto è stato osservato sulle abilità di denominazione. La ricerca della letteratura fa comunque emergere quanto poco approfonditamente il fenomeno sia stato studiato fin ora, soprattutto su partecipanti adulti. La maggioranza degli studi inclusi si è concentrata sugli aspetti fonologici non testando altri aspetti linguistici che possono, come no, correlare con le abilità ritmiche. La grande eterogeneità legata all’alto numero di test con cui fonologia e abilità morfosintattiche vengono analizzate suggerisce, comunque, che ci sia necessità di meglio approfondire quali specifici aspetti delle abilità fonologiche e morfosintattiche correlino strettamente con le abilità ritmiche.
Contatti: desire.carioti@unimib.it

1.3 Musica e comunicazione: il progetto “Armonia”
Maria Luisa Lorusso
Istituto Scientifico IRCCS Eugenio Medea, Bosisio Parini (LC)
Il primo gennaio di quest’anno è partito il progetto Armonia (Attività Ritmico-Musicali per l’inclusiOne linguistica nella scuola d’iNfanzia supportate dalla tecnologIA), coordinato dalla relatrice e dalla dr.ssa Cantiani per l’IRCCS Medea di Bosisio Parini, con la collaborazione di FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) e finanziato dalla Fondazione Comunitaria Lecchese (Fondo Aiutiamoci – Contrasto alle povertà). Il progetto si propone di utilizzare la stimolazione ritmico-musicale per favorire l’inclusione attraverso il superamento delle barriere legate alle difficoltà linguistiche, e di potenziare lo sviluppo linguistico-comunicativo dei bambini. 
Pur rivolgendosi a tutti i bambini delle Scuole Materne, il focus sarà quindi su bambini con possibili fragilità nello sviluppo linguistico-comunicativo, anche di madrelingua non italiana, e si avvarrà delle prove e delle attività presenti sulla web-platform MuLiMi, messa a punto per il progetto europeo MultiMind appena concluso. Ai bambini verranno proposte attività di tipo ritmico-musicale in risposta a stimoli acustici di tipo musicale o linguistico; tali attività verranno condotte sia a scuola con il supporto delle insegnanti, sia a casa insieme ai genitori. Saranno dunque previsti momenti di formazione per le scuole e per le famiglie. I risultati della stimolazione verranno valutati alla fine del prossimo anno scolastico con prove oggettive sulle abilità linguistiche e ritmico-musicali e con questionari per genitori e insegnanti.
Contatti: marialuisa.lorusso@lanostrafamiglia.it


SESSIONE 2: La musica negli interventi educativo/formativi e sociali

2.1 Il progetto «Middle School»: la musica nella scuola secondaria di primo grado
Elvira Brattico
Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione, Università di Bari Aldo Moro
In questo intervento sono stati presentati i risultati di uno studio longitudinale ancora in corso su tre scuole medie musicali pugliesi in cui apprendere a suonare uno strumento musicale è disciplina curricolare. Sono state illustrate le caratteristiche di questo apprendimento, intensivo e collettivo ed evidenziato i risultati, già pubblicati o in corso di pubblicazione su tre riviste scientifiche internazionali, relativi alla superiorità in abilità cognitive generali e in abilità e sensibilità musico-specifiche nei ragazzi delle sezioni musicali.
Contatti: elvira.brattico@gmail.com

2.2 Esperienze di inclusione in una big band universitaria
Pierluigi Politi
Università di Pavia e Conservatorio G. Verdi, Milano
In questo breve intervento riassumiamo l’esperienza della Big Dive Band, costituita nel 2008 presso l’Università di Pavia, che a tutt’oggi ne ospita le prove settimanali presso la biblioteca dell’Unità di Psichiatria, Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento. Il termine “Dive” è stato scelto all’inizio con una doppia motivazione. Secondo la radice inglese per rappresentare il tuffo, l’immersione dei suoi componenti nell’universo poco praticato delle diverse abilità, dell’inclusione. Inizialmente, infatti la BDB era nata a partire dall’esperienza dell’Orchestra Invisibile, con lo scopo di affinare le competenze musicali, jazzistiche in particolare, dei suoi componenti. Secondo la radice italiana, l’attività della BDB, ha presto potuto ospitare musicisti in qualche modo differenti, che faticavano a trovare un loro posto in orchestre a loro modo troppo “quadrate”. Oggi presentiamo il case report di un recente inserimento, quello di un trombonista che, dal punto di vista clinico presenta una disabilità cognitiva di grado lieve (QI=59), caratterizzata da uno scarto fra le competenze verbali e quelle prassiche. Il soggetto in questione, maschio di 25 anni ha peraltro evoluto nel tempo una notevole “scaltrezza” relazionale, che gli consente di intrattenere numerosi rapporti amichevoli, a condizione di mettere in atto un efficace contenimento della sua esuberanza. Dal punto di vista musicale, è dotato di un buon orecchio, melodico e ritmico, grazie al quale supplisce ai limiti di attenzione e concentrazione, comunque presenti. In big band il contenimento necessario è affidato a due strumentisti della stessa fila che svolgono un costante, discreto ruolo di esempio e di richiamo al rimanere in gruppo, rispettandone i tempi e i modi. Tutta l’orchestra, in ogni modo, supporta l’impegno di questo trombonista “speciale”, in particolare l’effettuazione degli a solo, per intraprendere i quali non sono necessari incentivi di sorta. Nel complesso, sia il soggetto interessato che i suoi familiari, testimoniano di un rinforzo dell’autostima, insieme all’esperienza del contenimento di aspettative spesso irrealistiche.
Contatti: ppoliti@unipv.it 

2.3 Musica e inclusione sociale in Palestina
Dario Benatti
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
La situazione di conflitto persistente in Medio Oriente causa una lunga catena di problematiche per la popolazione e il disagio aumenta esponenzialmente presso i suoi strati più poveri. Le cause sono da ricercare nella scarsità delle risorse materiali, ma anche di quelle psicologiche interne al singolo e ai gruppi. Le emozioni elicitate dal conflitto, come angoscia, rabbia, timore per la propria vita, senso di separazione, aumentano poi il livello di violenza, a casa, a scuola e più in generale a livello comunitario. In questo negativo clima sociale un primo e indispensabile supporto educativo-psicologico serve a favorire la resilienza di bambini, adolescenti, famiglie e persone in stato di bisogno e con questo obiettivo, nel 2013 è iniziato un progetto di formazione per psicologi, assistenti sociali, educatori, terapisti della riabilitazione sull’uso terapeutico della musicoterapia e delle arti associabili ad essa. Alla musica e all’arte come strumenti educativi e curativi vengono infatti riconosciute eccellenti proprietà come mezzi di comunicazione/relazione adatti alla espressione e alla rielaborazione di emozioni e sentimenti negativi, a volte distruttivi, difficilmente definibili in modo verbale. Il progetto è stato organizzato per i dieci anni del suo svolgimento fino ad oggi dall’associazione Proterrasancta  con l’iniziale contributo dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, economicamente attraverso il CeSI (Centro accademico per la Solidarietà Internazionale) e didatticamente con lo SPAEE (Servizio di Psicologia dell’Apprendimento e dell’Educazione in Età evolutiva) e le associazioni Realmonte e Musica Prima. Un sostegno importante è anche venuto direttamente da Papa Francesco che ha conosciuto e finanziato parte del progetto durante la sua visita a Betlemme nel 2014. Nei diversi anni di attività del corso circa un centinaio di studenti hanno fruito della formazione e nel 2020 il corso è stato accolto all’interno dell’ICP (Institute for Community Engagement & Partnership) della Bethlehem University  e ha ottenuto l’accreditamento da parte del Ministero dell’Alta Educazione palestinese divenendo il primo Diploma professionale del genere in Palestina. Le lezioni si sono svolte in periodi di full immersion durante l’anno e da remoto con i docenti italiani e con scadenza quindicinale o mensile con docenti scelti in loco. Facilitante per il buon andamento della formazione è stato l’avere a disposizione un mezzo di comunicazione come la musica che sa andare oltre i confini geografici.  Docenti e studenti hanno così potuto vivere le varie esperienze con reciprocità ed accoglienza delle diversità pur in presenza di culture alquanto diverse. Last but no least un ringraziamento di cuore a tutti i ricercatori che hanno fornito e continuano a fornire solide basi scientifiche, indispensabili al riconoscimento di una disciplina in piena espansione come la musicoterapia.
Contatti: dario.benatti@unicatt.it 

2.4 Music Complexity & Groove Response in Normal Ageing: an EEg/fNIRS P300 study
Marianna Delussi
Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione, Università di Bari Aldo Moro
Neuroaesthetics is an emerging discipline that investigates the biological underpinnings of aesthetic experiences [1–3]. Such experiences occur when we appraise natural objects, artifacts, environments and any kind of sensory stimulation [4]. Aesthetic experiences include emotions, valuation, and actions engendered by these “objects”, as well as processes that underlie their interpretation and production. Investigators typically ask how aesthetic experiences are instantiated in the brain and how knowledge of brain mechanisms informs our understanding of these experiences? The discipline merges empirical aesthetics with cognitive and affective neuroscience. Neuroaesthetics can take a descriptive or experimental form. Descriptive neuroaesthetics relies on observations that relate facts of the brain to aesthetic experiences. Claims are qualitative and quantitative. Experimental neuroaesthetics, like any experimental science, produces data that are quantitative and vetted statistically. The approach tests hypotheses, predicts results, and invites replication or falsification.
The progressive extension of human survival in our contemporary society generates the need for new frontiers of study aimed at ensuring active and inclusive aging, in which residual capacities can be facilitated and even promoted in the presence of physiological cognitive difficulties due to age. Understanding these age-related changes in cognition is important given our growing elderly population and the importance of cognition in maintaining functional independence and effective communication with others. The most important changes in cognition with normal aging are declines in performance on cognitive tasks that require one to quickly process or transform information to make a decision, including measures of speed of processing, working memory, and executive cognitive functions [5].
The P300 component of the event-related potential is a large positive waveform that can be extracted from the ongoing electroencephalogram using a oddball paradigm, and has been associated with cognitive information processing (e.g. memory, attention, executive function). P300 latency and amplitude index are different aspects of brain maturation. The P300 latency possibly indexes neural speed or brain efficiency. The P300 amplitude might index neural power or cognitive resources, which increase with maturation [6]. In fact, in adulthood, a decline of the parietal P300 amplitude with advancing age is commonly reported [7-10]. Since smaller P300 amplitudes have been associated with a decreased performance on a variety of cognitive tests indexing different aspects of information processing [11].
The study of the psychophysiological basis of music has intrinsically linked music to a role in influencing and shaping brain function. This connection has developed in the broader context of a very fascinating line of research demonstrating experience-dependent brain plasticity, which is one of the most powerful drivers of change in understanding learning, cognition, and interventions aimed at wellness or therapeutic rehabilitation [12]. Music and music-based interventions (MBIs) involve a wide range of brain circuits and show promising multi-domain interventional potential for a range of health conditions, during the lifespan.
An aesthetic experience originates from the perceptual, cognitive and affective analyses of a stimulus and leads to several outcomes, including aesthetic judgements (e.g., “This piece of art is beautiful.”), aesthetic emotions (e.g., awe, nostalgia, and enjoyment), conscious liking or preference, and aesthetic taste [13].
These aesthetic processes initiate a feedback and feedforward loop, aiding the formation of musical taste. This loop appears most active in the adolescent years. The mental and brain mechanisms involved in the later stages of aesthetic experiences of music are, according to Brattico and Jacobsen, overlapping with those occurring in visual arts or literature. The interesting difference, however, between music and visual art appears to be the special importance of motor synchronization mechanisms for aesthetic judgements of music [14]. Music has always been associated with motor activity. “The experience of music involves the perception of purposeful, intentional and organized sequences of motor acts as the cause of temporally synchronous auditory information” [15]. Infants, young children, and adults move rhythmically to music [16] and are able to synchronize their movements with music [17]. Moreover, in adults, aesthetic enjoyment of certain rhythms is accompanied by an increase in activity in certain parts of the motor system, which suggests that the internal stimulation of rhythms can be intensified by preference [18].
Motor responses to music may be related to the mirror neuron system. This system refers to a neural mechanism localized in the inferior prefrontal cortex that allows an individual to understand the meaning and intention of a communicative signal by evoking a representation of that signal in the perceiver’s own brain.
This mirror neuron system is presumably related to the imitation of actions, to empathy and, possibly, to the Theory of Mind (ToM) and its development [18]. Consequently, the mirror neuron system is most probably involved in the aesthetic experiences of music and their development.
Music and movement are intimately entwined. Movement induction is strongly related to the musical rhythm. The tight linkage between movement and auditory rhythm is highly apparent in groove music. Groove is often described as a musical quality that makes us want to move with the rhythm or beat [20]. The close connection between groove and movement has been established by ethnomusicologists and music cognition researchers. The right amount of rhythmic complexity is important for groove; rhythms that are too simple or too complex are unlikely to groove. Previous study highlights how high-groove music engages the motor system [20].
To the best of my knowledge, to date, there are no experimental psychophysiological EEG- fNIRS coregistration studies (in motor area) investigating, in normal aging, the p300 response and the motor area activation in regard of groove and not groove music passive stimulation, and in regard of personal aesthetic judgment.
Based on the above, this psychophysiological observation study therefore aims to assess how and whether different rhythms (groove and not groove) matched with personal aesthetic judgment can produce cognitive facilitation and how the variables play out in the motor area. The results obtained could be useful for the purpose of personalized musical intervention to be applied in active aging in the overall goal of preserving and enhancing residual cognitive abilities.
Contatti: m.delussi@gmail.com


SESSIONE 3: La psicologia e le neuroscienze a supporto della formazione/sviluppo personale-professionale del musicista

3.1 Training Therapy: l’intelligenza emotiva nei musicisti e musicoterapista
Elvira Brattico
Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione, Università di Bari Aldo Moro
L’intervento si è focalizzato su uno studio longitudinale tuttora in corso che coinvolge centinaia di studenti provenienti da numerose scuole di musicoterapia e conservatori sul territorio italiano nonché studenti universitari non-musicisti. Partendo da evidenze che hanno associato le capacità empatiche a quelle musicali, il fine dello studio è di valutare la relazione tra empatia, percezione e riconoscimento delle emozioni, regolazione delle emozioni ed altre capacità riassunte nel costrutto di intelligenza emotiva, e lo studio professionale della musica.
Contatti: elvira.brattico@gmail.com 

3.2 Il predictive coding nei musicisti
Natale Stucchi
Dipartimento di Psicologia, Università Milano-Bicocca, Milano
Contatti: natale.stucchi@unimib.it 

3.3 Musica e mindfulness nella formazione del musicista
Laura Darsiè
Psicoterapeuta
Contatti: laurapsicanalisi@gmail.com 



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Coordinamento editoriale
Alice Cancer – Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
Marianna Delussi – Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia. Comunicazione (FOR.PSI.COM), Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Laura Ferreri – Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento, Università degli Studi di Pavia
Maria Majno – Fondazione Mariani
Redazione e grafica
Renata Brizzi e Samuele Spinelli – Fondazione Mariani

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